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Eventi 2017 > Winter Rally

24/11/2017





Tutti al mare!!!

Rimini 24/25/26 Novembre

locandina



Dal nostro Editor

Il tono basso e profondo delle potenti trombe del clacson elettropneumatico del camion che la colonna del Varese Chapter sta terminando di superare ha, come sempre, più il sapore di un gioioso saluto che quello di una minacciosa allerta. L’ultimo della nostra colonna saluta col braccio sinistro sollevato e, a guardare meglio nel retrovisore, forse scorgerebbe l’ombra di un sorriso sul volto rubicondo dell’autotrasportatore. Un colpo al bilanciere, un cambio di corsia ed i soci si ritrovano daccapo immersi nel traffico di auto tipico delle tangenziali milanesi in una giornata lavorativa. Il gruppo regge anche questa nuova prova e giunge, sempre compatto, all’uscita autostradale concordata per accedere alla Pianura Padana che percorrerà, seguendo il sinuoso tragitto disegnato dal letto del fiume Oglio attraverso le province di Cremona e Brescia, fino ad Orzinuovi. Una breve sosta per il rifornimento e per adeguare l’abbigliamento alle mutevoli temperature ormai invernali. Un panino consumato a bordo strada, scaldato al calore del gruppo e condito dalla gioiosa armonia della trentina di biker del Varese Chapter, costituisce la necessaria pausa prima del prossimo tratto di strada verso la meta della giornata: Castrocaro, stazione termale nel cuore della “Romagna toscana”.
I soci che, sempre più numerosi, anche quest’anno, hanno deciso di sfidare il rigore della stagione fredda per antonomasia, raggiungono nel tardo pomeriggio il complesso in stile Art Déco del “Grand Hotel & Spa” che ci ospita nelle sue spaziose ed eleganti camere, evidentemente pensate per regalare benessere e relax.
Le nostre moto, come noi, godono di un trattamento privilegiato, posteggiate all’interno del giardino monumentale dell’hotel : otto ettari di percorso botanico impreziosito dalla presenza di sequoie centenarie, lecci e cedri dell’Himalaya; un tripudio di bellezza.
Pochi passi in direzione del borgo antico e ci ritroviamo, infreddoliti ed affamati, alla “Trattoria Bolognesi” che ci accoglie nella magica atmosfera del vecchio convento, nei locali del quale il ristorante ha trovato sede. Piatti classici, della tradizione romagnola, si alternano a prelibatezze contemporanee che la rappresentanza del Varese mostra di gradire in quantità pantagrueliche, sia nella quota maschile che in quella femminile, ormai del tutto emancipata dal semplice ruolo di zavorrina.
Come da consuetudine, i soci, mai del tutto paghi del tempo trascorso insieme, si attardano in una delle molteplici sale dell’hotel fin quasi alle luci del mattino che ci ritrova, comunque, tutti riuniti per una ricca colazione.
Tra noi e la sede dell’annuale National Winter Rally, tornata dopo un decennio di assenza nella città di Rimini, ci sono pochi chilometri che percorriamo con la consueta agilità ed alla velocità permessa dal traffico cittadino. Il grande lavoro dei safety e degli officer del Varese Chapter permette alla colonna di arrivare in tempo utile alla concessionaria H-D “Motorfan” di Riccione per le necessarie procedure di registrazione.
Gradita sorpresa, in concessionaria, la presenza di un piccolo studio radiofonico di una stazione dedicata sulle cui frequenze viaggiano, con la voce del nostro Director, la storia e le curiosità del NWR, già “Pallequadre”, già “Barcollo ma non mollo”, già “Hog Inverno”. Tra noi, Soci del Varese, militano veterani della manifestazione - qualcuno con all’attivo oltre 20 edizioni - che trasmettono giuste dosi di sano entusiasmo ai più giovani che riescono, così, a godere più a fondo di questo evento, unico per numeri e caratteristiche.
Alla parata che porta i partecipanti dalla concessionaria alla sede dell’evento - il nuovo polo fieristico di Rimini - hanno partecipato circa 2500 hoggers intabarrati nei loro indumenti termici, impreziositi dai colori dei rispettivi Chapter di appartenenza.
L’organizzazione e l’accoglienza da parte dei chapter ospitanti è da subito percepita come di alto livello e la serata di festa inizia nel migliore dei modi.
Questo tipo di eventi è pensato per aggregare, unire gli enthusiast di tutta Italia ai quali viene   proposto, a sala piena ed a Chapter riuniti, l’inno di Mameli suonato dal vivo da un complesso bandistico schierato sul palco centrale, mentre un grande tricolore viene issato sopra le teste dei presenti.
In occasioni come questa ci si accorge che, pur legati ed accomunanti  da un marchio iconico statunitense, ci sentiamo comunque affratellati nella più italiana delle manifestazioni.
Altra gradita scelta è stata l’impostazione della serata avviata dall’esecuzione, sempre dal vivo, di brani del Maestro Nino Rota, tratti dalla colonna sonora dei film di Federico Fellini seguiti, nelle varie postazioni predisposte nel padiglione sede della festa, da numeri di arte di strada e, più tipicamente, da Circo.
Il gusto musicale dei più viene presto soddisfatto dall’esecuzione di brani orientati verso il nostro mondo, più rock che popular, sparati a volume imbarazzante dal potente impianto approntato per l’occasione.
Come sempre, per qualcuno di noi, la serata si confonde con la nottata e, poi, l’alba sorprende i più resistenti e li conduce alle rispettive moto, ormai isolate nel grande parcheggio pressoché vuoto.
Una Rimini addormentata nel freddo invernale vede aggirarsi gruppi di harleysti spontaneamente formatisi agli incroci, agli stop, ai semafori, lungo strade sconosciute ai più ma che costituiscono nuovo momento di aggregazione. Pochi sanno veramente dove andare, molti vagheranno ancora per qualche ora alla ricerca di un giaciglio o di un ristorante ancora aperto che possa soddisfare la voglia di pasta aglio-olio-peperoncino.
Si racconterà, poi, di un gruppo di hoggers che, sfidando non solo il rigore stagionale ma anche qualche articolo del codice, ha dato vita ad un ricco spettacolo pirotecnico lungo il litorale romagnolo.
La scelta del percorso da seguire per il rientro è dettata dalle condizioni dei soci e, certo, anche del meteo che, nella giornata di domenica, si presenta già dalle prime luci come decisamente  invernale.
L’autostrada A1 - “del sole” - scorre sotto i nostri pneumatici che mordono un asfalto nero come il cielo che ci sovrasta e che non promette nulla di diverso da quanto è lecito aspettarsi in un week end di fine novembre.
Le previsioni più fosche si avverano già all’altezza di Bologna con un brusco calo delle temperature che scendono rapidamente a valori glaciali costringendoci ad una guida rigida, impacciata, a tratti anche sgraziata. Infine arriva la pioggia, fredda come neve, pungente come grandine, fastidiosa come una foratura nel mezzo del nulla. L’abbigliamento termico si arricchisce di elementi impermeabili ad alta visibilità trasformando, alcuni di noi, in simpatiche repliche fosforescenti del notissimo Bibendum della Michelin.
La rappresentanza del Varese Chapter si arrampica lungo la direttrice Nord dell’italico scarpone mantenendo salde le posizioni nello schieramento in strada, per l’occasione ancora più regolare ed ordinato. A tratti, dalla testa della colonna , con un’ elegante scivolata d’ala, una moto si stacca, rallenta e si affianca all’officer di coda cercando conferma del buon andamento della marcia, nonostante un ulteriore peggioramento meteo, con neve lungo il percorso parallelo al nostro.
La soddisfazione del buon esito dell’ispezione è sottolineata dal rombo pieno, vigoroso del bicilindrico che, in un giro di manetta, riprende la posizione alla testa della colonna che già vede la tangenziale milanese.
A pochi chilometri da casa il sole fa capolino tra le nuvole ed i nostri cuori si scaldano alla stessa velocità con cui ci liberiamo dei goffi indumenti anti pioggia.
Scattiamo sempre una foto di gruppo al termine dei nostri viaggi; non solo a futura memoria ma, soprattutto, per leggere nei volti dei soci ciò che le parole spesso non riescono ad esprimere appieno: soddisfazione per il buon esito del run, appagamento della voglia di stare assieme, esaudimento del sogno titanico di combattere e vincere, ancora una volta, gli elementi, compiacimento per quanto realizzato come singoli e come gruppo. Cerchiamo di cogliere quel luccichio in fondo agli occhi che evidenzia la follia che rende gli audaci e gli imprudenti  amati dalla fortuna. La sapiente follia che ci guida lungo le strade della vita; anche quelle asfaltate.
Ancora una mano da stringere nell’atto fraterno di scambiarci il calore residuo, ancora una franca pacca sulla spalla a generare calore laddove più l’acqua ed il freddo hanno colpito; e il gruppo, lentamente, torna all’elemento essenziale costituente: l’unità, singola, ma non svincolata da quella meravigliosa rete di affetti che unisce i Soci del Varese Chapter.
Spenta la moto, nel sicuro riparo del box di casa, mi attardo, come sempre, ad ascoltare ciò che il motore caldo cerca di raccontarmi in un linguaggio che solo chi crede ai folletti della strada ed alla magia degli elementi può comprendere; e solo chi pensa che un motore a due cilindri possegga un’anima può parlarlo; una lingua riservata solo a chi è convinto che un cuore, essenzialmente, funziona proprio come un motore a due cilindri.

Cosimo “Capitan tornante” Mellone
Editor del Varese Chapter HOG


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