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Eventi 2017 > Run del ghiro

12/03/2017





Finalmente!!!

La stagione è alle porte e quest'anno c'è il ritorno del tradizionale Giro del Ghiro prossimamente vi aggiorneremo della destinazione... anzi NO vi facciamo una sorpresa...

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Il Giro del Ghiro dal nostro "Capitan Tornante"

Il cuore batte forte all’interno del casco mentre la lunga colonna di moto scorre alla mia destra, tanto veloce da rendere difficile distinguere le singole moto che occupano ordinatamente la carreggiata di marcia. Riconosco il socio più anziano dalla rapidità con cui cede il passo quando mi appresto a superarlo e dal consueto gesto di cortesia nel segnalare la via libera davanti a sé.
Gli spazi tra le moto sono ridotti dalla necessità di mantenere la lunghezza della colonna entro i limiti concessi dalla capacità dei safety di garantire l’adeguata copertura ai fianchi ed alle estremità, prevenendo eventuali pericolose intrusioni di altri veicoli. Il Varese Chapter è ancora e d’accapo su strada con tutta la forza dei suoi soci effettivi e dei nuovi aspiranti membri della famiglia Harley-Davidson. La destinazione è la trattoria “Ciabot” di Rivanazzano terme (PV), località termale situata presso il torrente Staffora nell'Oltrepò Pavese, poco a Sud di Voghera ed al confine con la provincia di Alessandria: teoricamente a meno di 130 Km di distanza dalla sede della concessionaria, praticamente a 183 Km di asfalto e circa 4 ore di marcia.
Il nostro Gabrish, per l’occasione in veste di Road Captain a vicariare l’infortunato Aurelione, ha scelto il percorso e ci guida lungo strade a noi note per l’assidua frequentazione ma sempre nuove per gli stimoli che il viaggiare in gruppo comunica. Attraversiamo, quindi, a velocità turistica gli abitati di Azzate e Somma Lombardo per raggiungere il confine naturale col vicino Piemonte - il fiume Ticino - che superiamo all’altezza di Golasecca. Il serpentone del Varese si allunga, poi, attraverso Varallo Pombia, Marano Ticino, Ghemme, Carpignano Sesia fino a raggiungere, in tarda mattinata, Vicolungo dove sostiamo. Abbiamo percorso circa 100 Km senza intoppi, a ranghi serrati; ed il momento è propizio per una fermata che vuole essere occasione di aggregazione, di preludio al momento culminante della giornata: l’arrivo alla meta cui vogliamo arrivare come un gruppo affiatato. Il caffè, l’aperitivo, lo stuzzichino locale sono solo studiate occasioni per guardarci e riconoscerci, tolti i caschi. Il vecchio socio al tavolo col nuovo a raccontare storie di moto, il nuovo socio al bancone col vecchio socio ad ascoltare storie di moto, i nuovi soci a raccontarsi storie di moto: meraviglioso, semplice mondo il nostro.
Il gruppo che riparte dopo questa sosta è più compatto, sembra quasi di poter ascoltare, al di sopra del rombo dei motori, le parole, le mezze frasi che i soci iniziano a scambiarsi al di sotto delle visiere. Attraversiamo Vercelli, Caresana, la Lomellina ed infine arriviamo, poco dopo le 13, a Rivanazzano terme.
La trattoria “Ciabot” accoglie, ancora una volta, la rumorosa comitiva del Varese Chapter  e, come di consueto, lo staff ha preparato una giornata di puro “risto-tainment”: un misto di ricercato piacere culinario e di spensierato intrattenimento. L’atmosfera che si respira, da subito, all’interno del locale sembra riprodurre quella che si narra esistesse nel mitico “Studio 54” di New York tra il 1977 ed il 1986: epoca d’oro della disco music. È proprio disco music quella che ci accompagna durante il pasto: godiamo di brani indimenticabili di Gloria Gaynor, Bee Gees, Donna Summer, Chic, ABBA e di altri artisti che hanno segnato un’epoca musicale irripetibile, come irripetibili sono per noi i nostri verdi anni segnati dal ritmo four-on-the-floor costante, col suo hi-hat e la sua linea di basso elettrico prominente e sincopata. Lo stile del locale pavese ricalca, in alcuni tratti, quella del più noto locale americano la cui caratteristica principale erano le provocazioni al costume e la stravaganza delle serate proposte. Lo “Studio 54” era un luogo dove le etichette sociali non contavano più nulla, dove tutti potevano essere protagonisti, esattamente come avviene nel corso della giornata al “Ciabot”.
I soci si lanciano in balli in stile Disco, si producono in intermezzi “en travesti” a metà strada tra il gusto barocco per il genere e la moda degli anni 70-80. Tutto avviene nello spirito tipico dei clerici vagantes, quei giovani fantasiosi oppositori delle convenzioni sociali, col gusto per la trasgressione, la ricerca dell'ironia, il piacere della compagnia e dell’avventura. Ci sentiamo un po’ tutti fratelli di goliardia, ognuno col proprio numero di “bolli” ad indicare l’anzianità di appartenenza al gruppo: proprio come avviene all’interno del Chapter dove il bollo universitario viene sostituito dalla patch e l’anzianità di appartenenza si esplicita in svariati ammennicoli che il socio espone sul gilet o sulla moto.
Il vino viene aspirato in grande quantità dalle damigiane posizionate sui tavoli e scorre copioso nei corpi accaldati dei soci che, nel tardo pomeriggio, iniziano a pensare con timore  alla strada del ritorno. Il Direttivo del Chapter, schierato al gran completo per l’occasione, detta la regola: insieme siamo arrivati, insieme si torna, niente autostrada e nessuno resti indietro. Lasciamo, con qualche rimpianto per il vino non bevuto e per le leccornie non assaggiate, l’accogliente “casaforte militare” del “Ciabot” per prendere la via del rientro. Col nostro Road Captain in testa ci dirigiamo, ancora ben schierati sulla strada, verso Mortara, quindi Trecate e, da qui,  alla superstrada di Malpensa. Intanto una splendida luna piena è sorta alla nostra destra, poco più brillante di Vespero, la stella della sera. Se le temperature del giorno ci avevano illuso in uno scoppio anticipato della Primavera, quelle della sera ci ricordano in modo pungente che siamo ancora in Inverno. Il freddo che alcuni soci iniziano a patire unito alla stanchezza, indotta anche dalle recenti abbondanti libagioni, fanno sì che il gruppo verso Sesto Calende inizi a sfaldarsi velocemente, più rapidamente delle capacità residue dei safety di controllare l’andatura della colonna. A buio fatto, i soci hanno orami trovato autonomamente la via di casa e gli officer rimasti in servizio si ritrovano in concessionaria. Un saluto, una stretta di mano ed il motore ancora ticchettante torna a rombare fendendo la fredda notte varesina.
Ancora una volta nel box di casa, spenta la moto, tolto il casco, un brivido corre lungo la schiena. Non è solo freddo, è anche emozione per aver svolto il compito di safety che in passato altri hanno rivestito per me e che in futuro altri ancora faranno per rendere sicuro il nostro divertimento.
Un nuovo calore riscalda il corpo, generato da un piccolo adesivo riposto nella tasca interna della giacca, nell’attesa di trovare più degna sistemazione: simbolo del run concluso, emblema che unisce, bandiera che non divide, piccolo-grande oggetto del desiderio.

Cosimo “Capitan tornante” Mellone
Editor del Varese Chapter HOG

 

 

Il Giro del Ghiro visto dal nostro socio "Dario Magnani"

Ore 7.15 di una domenica di marzo, il buio è ancora presente nella stanza, ma quella sveglia che suona, oggi ha un suono più melodioso, un suono che mi invoglia ad alzarmi e che mi informa che è ora di svegliare il Ghiro che è dentro di me  e di metterlo in Moto. Forza!! Scattare!! In piedi, ci si deve preparare; tra qualche ora, si darà inizio al nostro primo Run, dopo la pausa invernale. Pensare che il mio sonno è stato di sole 5 ore, ma non ho alcuna dubbio o ripensamento nel lasciare il caldo e coccoloso giaciglio notturno, per una temperatura più fresca che già so di trovare al di fuori del mio appartamento.

Controllo l’ora, c’è il tempo per la colazione e per un controllo meteo, giusto per capire come evolveranno le temperature in questa giornata e per scegliere i giusti capi da indossare, come si dice facciamo un ultimo briefing, prima di uscire e aprire la serranda del Box e ritrovare Sua Maestà Road Glide che mi sta aspettando da mesi, in un letargo forzato.

L’’appuntamento è fissato alle ore 10,30 al casello di Biandrate dove incontrerò il mio Chapter, il Varese Chapter…ok, ci siamo è ora di svegliare la bestia e lei prontamente risponde al richiamo della strada con il suo ritmo accattivante che sarà la colonna sonora di tutta la giornata.

I giri del motore si stabilizzano, la Road è calda, è come se mi informasse che si può dare inizio alle danze, ok baby partiamo, la strada ci attende e per i primi 85 km, tragitto che mi divide dal mio appuntamento, i pensieri sono solo positivi. Non mi interessa se l’aria che colpisce il viso è ancora fredda e se il mondo intorno a me è ancora dormiente, quello che penso è che io adoro viaggiare e ascoltare il profumo del mattino e il borbottio dei miei cilindri sotto la sella. Tra una macchina e l’altra, in tangenziale, incontro altri biker che forse come me o meglio come noi del Varese Chapter, hanno deciso di fare di questa domenica, la giornata uno del loro calendario 2017.

Casello dopo casello ecco la meta, Biandrate e la sua piazza della chiesa, parcheggio in attesa dell’arrivo del resto di Amici e Soci e visto che sono il primo taaacc, un caffè e una sigarettina ci stanno, per ingannare il tempo ed attendere il rombo del gruppo che sta arrivando. Suono che non tarda a sconvolgere la calma piazza, dove si è deciso di fare il primo e dovuto stop della giornata.

Sono tanti, sono belli da vedere e io sono felice di esserci e di far parte di questo splendido gruppo, 100 e più caschi variopinti che invadono, festosi, il parcheggio e rendono diversamente monotona la domenica del paese, Messa compresa.

Dopo circa una mezz’ora di sosta, fatta di mille sorrisi e abbracci si riparte, direzione Rivanazzano; tappa del Giro con annesso pranzo party presso il Ristorante Ciabot (ndr consiglio una capatina, merita e se siete un gruppo di almeno 40 persone, vi aprono la domenica). Tragitto tranquillo grazie anche all’instancabile lavoro dei Safety e dei Road, rotonda dopo rotonda, semaforo dopo semaforo i paesi si susseguono e la meta è sempre più vicina. Le campagne vercellesi ci accolgono da subito, viaggiamo in direzione Pieve del Cairo e subito dopo per Castelnuovo Scrivia fino ad arrivare in quel di Rivanazzano, come si vuol dire apprezzando in toto le stradine in mezzo alle campagne.

Ok parcheggiamo, che si mangia!!!! Subito, un aperitivo nostrano ci attende e il nostro Masterchef Gabriele è alle prese con la preparazione di un classico, pane e salame che, grazie alla generosità dei ristoratori, è innaffiato da dell’ottimo vino della zona, che ci viene offerto ad una condizione, ci si deve sedere su un water con ruote, alle sue spalle lo sciacquone da cui fuoriesce la bevanda color rubino …ok si inizia bene…ebbe si sta parlando del Ciabot mica di un ristorante qualunque.

Breve racconto del locale che ci ospita: particolare, entusiasmante, stravagante, anticonformista, geniale, innovativo, acrobatico, rustico, coreografico, folle, divertente, unico…per chi non lo conosce vi dirò solo che il risotto ai funghi, ottimo nella sua qualità, è arrivato con un trattore, in una betoniera, trasferito in una Carriola e da qui su un frattazzo di legno e servito nel piatto con una cazzuola, in due versioni o lanciato a distanza nel piatto o lanciato da persona posizionata direttamente sul tavolo.

Tra una portata e l’altra il tempo è stato occupato con spettacoli di intrattenimento che definirei autogestiti, colorati e carichi di allegria, sino ad arrivare al dolce che è stato servito in maniera molto stravagante, prelevandolo da un bel vasino semi origibal, con carta igienica offerta per asciugarsi qualsiasi parte del corpo, ove tale dolce veniva deposto……testa, braccio, mano, petto, pancia…strepitoso!!!

Il tempo trascorre allegramente, ma anche velocemente, infatti rimangono solo una decina di minuti per assaporare e gustare l’ottimo caffè del Ciabot e poi è giunto il momento di rimetterci in sella. Il crepuscolo si sta avvicinando, la strada del ritorno ci aspetta e sull’onda dell’entusiasmo decido di non rientrare in solitaria, anche se disto solo un 30 di Km da casa, ma di terminare questo splendido giorno, condividendo questi ultimi chilometri del Run insieme al mio gruppo, ai miei amici.

Mortara è oramai all’orizzonte e la sera ci avvolge con i suoi colori; arancione dei lampioni cittadini e il nero della notte, ecco, un cartello indica la mia deviazione e la separazione dal gruppo, ahimè!!. Un saluto fraterno, un colpo di clacson, un lampeggio, sono i segnali che siglano la divisione delle nostre strade, ma solo per questa sera e mentre mi allontano da loro, il mio pensiero è già al momento in cui saremo ancora insieme verso altri lidi, verso una nuova avventura. Ogni uscita del Varese Chapter è sempre una emozione unica che ti coinvolge totalmente e a loro, ai soci, al direttivo, ai dealer io dico…Grazie Mille x tutto questo.

Grazie mille splendido gruppo, grazie mille splendide persone, grazie mille per ciò che mi regalate ogni qualvolta io sono in Vostra compagnia.

Ve Voueri Ben, un saluto dal vostro past (quasi cotto e mangiato


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