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Eventi 2016 > quando girano le ruote 2....

12/12/2016





Fa freddo;

 Penso proprio faccia freddo, lo penso dentro al casco mentre la visiera tende ad appannarsi ad ogni respiro. Il casco Jet un po’ aiuta permettendo una buona circolazione di aria, cosicché da entrambi i lati della visiera c’e più o meno la stessa temperatura. Non mi occorre soffermarmi molto sul termometro del mio Street Glide - che indica tra i 20 e 30 gradi Fahrenheit - per capire che sto viaggiando vicino al sottozero. Il sottocasco mi copre spalle, gola e collo e impedisce infiltrazioni d’aria fredda che, comunque, sferza la parte di volto esposta. Gli occhi lacrimerebbero anche ma è troppo freddo e si limitano a bruciare come per le peggiori allergie stagionali. Fa freddo, ma la  mia giacca termica sembra reggere la prova anche a velocità sostenute. Fa freddo, e la strada della sera non è più quell’amichevole lingua d’asfalto che ogni motociclista ama; è piuttosto un’insidiosa striscia bituminosa che ai lati e lungo la mezzeria inizia a scintillare sotto la luce del faro. Novelle sirene per i motociclisti invernali, questi bagliori attirano pericolosamente moto e motociclista su terreno sporco, umido, potenzialmente ghiacciato. Mentre intorno il paesaggio muta: da quello di una cartolina dai caldi colori tardo autunnali a quello di una fredda stampa di una brutta foto notturna, le gambe, avvolte da una calda calzamaglia tecnica e protette dal cordura, iniziano ad avvertire il freddo pungente che il calore generato dal bicilindrico non riesce più a compensare. Fa freddo; lo capisco anche da come viaggiano i miei compagni di strada: avvinghiati alla moto, stretti al motore. Le manovre sono più lente e la guida più ponderata. Fendiamo la notte a cavallo delle nostre moto nere, mentre il freddo ci viene trasmesso anche dai nostri pneumatici che rimandano lungo le forcelle la rigidità del freddo asfalto, nero e scuro come poche altre volte nel corso dell’anno. Fa freddo; lo sappiamo e non importa. Nessuno di noi ammetterà di avvertire i morsi del rigore invernale sulla pelle, nemmeno quando mani intorpidite si cercheranno per stringere altre mani e scambiarsi il calore residuo. Fa freddo; lo penso anche mentre mi tolgo il casco all’interno del box di casa. La visiera non è appannata e gli occhi lacrimano al ritrovato tepore, i muscoli si rilassano, le mani formicolano fuori dal guanto. Tutto sembra dirmi che  presto starò meglio, magari dopo una bella doccia calda. Allora perché ho tutta questa voglia di rimettere il casco ed uscire in moto?

Cosimo “Capitan Tornante” Mellone
Editor del Varese HOG Chapter.

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