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Eventi 2017 > Compleanno

29/10/2017





ci siamo...vi aspettiamo domenica 29 - Ottobre per festeggiare tutti insieme il nostro 19° compleanno

 

locandina



Dal nostro Editor

Il fuoco si estende mentre il Reno straripa dai suoi argini. L'anello finisce nell'acqua: Hagen si tuffa per prenderlo e annega. Le Figlie del Reno si allontanano a nuoto, portando l'anello trionfanti.
Mentre le fiamme crescono di intensità, si intravede nel cielo il Valhalla popolato dagli dei, anch'esso preda di un incendio che lo distrugge.
È la conclusione dell’atto III de’ “Il crepuscolo degli dei” o Götterdämmerung: quarto ed ultimo dei drammi musicali che costituiscono la tetralogia de’ "L'anello del Nibelungo" di Richard Wagner.
Il cielo che mi sovrasta in questa sera del 29 ottobre 2017, 19esimo compleanno del Varese Chapter, mentre rientro a casa a cavallo del mio bicilindrico, ricorda moltissimo la scenografia che accompagna l’opera wagneriana: archi brillanti di luce che si estendono da orizzonte ad orizzonte, apparentemente immobili ma in grado di animarsi di vita propria torcendosi e mutando di colore. Si passa rapidamente dal giallo-verdognolo al rosso fuoco bordeggiato di blu. È uno spettacolo di rara bellezza alle nostre latitudini e la mia mano destra si alleggerisce sull’acceleratore portando i giri/motore al minimo, trasformando il consueto rombo in un cupo borbottio. I miei sensi si acuiscono e, dall’interno ovattato del mio casco jet, mi sforzo di ascoltare i suoni di questo panorama, sempre che ne abbia di propri, eliminato il rumore del traffico cittadino della domenica sera.
Si racconta che spettacoli come questo, in natura, producano suoni elettrofonici generati da un'aumentata ionizzazione dell'atmosfera sovrastante, ma io non ne sento. Accosto e spengo la moto che, di rimando, inizia a ticchettare, sdegnosa. Tolgo il casco e tendo l’udito: magari cogliessi qualche brano di partitura celeste negato ai più ma concesso a chi, come noi, crede ancora ai folletti della strada che combatte con la “guardian bell” appesa al telaio della moto. Nulla. Il cielo non mi parla o forse il mio udito è ancora provato dal volume della musica sparata dalle casse alla festa di compleanno del nostro Chapter.
La festa si è conclusa, nel tardo pomeriggio, con la formazione di un grande cerchio composto da quella ventina di Soci attardatisi in Concessionaria con la scusa di mettere ordine ma in realtà segretamente desiderosi di stare ancora insieme rubando minuti alle ore residue della giornata.
Il cerchio, segno di compiutezza, unione, emblema tradizionale di ciò che è senza inizio e senza fine, simbolo di primordiale armonia in assenza di opposizioni, di uguaglianza di principi. Il cerchio come il cielo è collegato al ciclo perenne della vita, il movimento circolare del girotondo dei Soci è anche quello del cielo, perfetto ed immutabile.
I Soci, quindi, come astri di una volta celeste governata da una supernova a due cilindri, parte di una galassia dall’incerta fisica.
Come corpi celesti siamo attratti dalla forza esercitata dal motore del nostro gioioso universo HOG, tutti catturati dal desiderio di festeggiare, ancora insieme, il compleanno su strada del nostro Chapter.
Nella liturgia civile del Chapter sono previsti pochi altri momenti di importanza paragonabile a quello del suo compleanno: rito tra il pagano ed il religioso, occasione per invocare la superiore protezione contro le forze del male, omaggiando le divinità con lauto banchetto ricco di ogni sorta di prelibatezze; ed in fatto di abbondanza la nostra festa ha sempre un che di pantagruelico.
Alcolici e cibarie vengono preparati ed offerti in grande quantità ai convenuti, Soci e membri di altri Chapter che ci hanno onorato della loro presenza, ed il tempo trascorre lieve come quello dei clerici vagantes che celebravano la gioia di vivere giorno per giorno, in libertà.
Parafrasando l’inno della goliardia : godiamo ordunque perché dopo la scomoda vecchiaia ci riceverà la terra, alla malora la tristezza, alla malora chi ci odia, alla malora chiunque sia contro e ci denigri, evviva chi ci educò alla stima reciproca ed alla collaborazione e, sparsi in regioni anche remote, ci riunì.
Insieme, ognuno orgoglioso dei propri colori, brindiamo alla vita; e le strette di mano che ci scambiamo sono sincere come gli abbracci che ci uniscono per il tempo di un saluto che sa di arrivederci più che di addio.
Gli aspiranti soci studiano di sottecchi le mosse dei membri del Direttivo nella speranza di vedere esaudito il proprio sogno di entrare a fare parte della nostra famiglia su due ruote. Speranze, sogni, desideri trovano casa nella grande struttura senza pareti del Chapter che, in occasioni come questa del compleanno, accoglie nuovi soci previa debita cerimonia iniziatica celebrata dagli Officer di più alto rango. Il tempo di smaltire il gran colpo di racchettone ligneo ed al nuovo socio, ancora con gli occhi umidi di lacrime non solo di commozione, vengono consegnati i colori che sanciscono l’ammissione al nostro Chapter.
Con gli ultimi raggi di sole iniziano a svuotarsi i tavoli e a ridursi il numero di Soci che ballano al ritmo della musica scelta per l’occasione e, piano piano, il piazzale, sede della festa, torna ad assumere la nota configurazione di parcheggio della Concessionaria.
Non è il Ragnar«ęk - il crepuscolo degli dei - quello che in questa sera d’ottobre sto osservando. Il rumore del traffico domenicale si è intanto trasformato in frastuono e tutto mi consiglia di rimettere il casco e riprendere la strada di casa sotto questo cielo dai colori impossibili.
Il bicilindrico, ancora caldo, torna a ruggire e a sviluppare quella meravigliosa coppia, di cui andiamo tanto fieri, che fa mordere l’asfalto allo pneumatico posteriore.
Al riparo, nel chiuso del box, a motore spento, tendo ancora l’udito richiamato dal famigliare rumore delle punterie, mentre tutt’intorno tace. Spengo la luce e resta il silenzio.
Il cielo non mi ha parlato ma io continuo lo stesso a credere ai folletti della strada.

Cosimo “Capitan Tornante” Mellone
Editor del Varese Chapter HOG


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